Ciao a tutti,
oggi è una di quelle giornate in cui non riesco a creare nessuna storia nella mia testa. Però so che la costanza è fondamentale e quindi anche se non sono riuscita a inventarmi una storia ho scritto.
Sono 2364 battute, su 25 righe. Oggi era scrittura libera e va bene così!
Buona lettura
Oggi non ho l’ispirazione per scrivere. Succede. Molto più spesso di quanto vorrei, a dirla tutta. Ci sono quei giorni in cui dovrei scrivere ma proprio non mi va. O meglio, in realtà mi andrebbe anche, ma ho l’impressione di non avere niente da raccontare.
Sono stanca e vorrei solo restare a poltrire sul divano con una puntata di Doctor House in TV, ma so che non devo lasciarmi trascinare dall’inerzia.
Alle volte il problema di fare una cosa che ami tutti i giorni è che inizi a non amarla più così tanto. Io amo scrivere. Amo meno essere ligia a regole, orari, numero di battute… Ho veramente una sorta di rifiuto per le cose imposte. Non so neanche io come riesca ancora ad andare a lavoro ogni giorno con orari e compiti specifici che si ripetono ogni volta. Ho sempre sognato di poter lavorare in maniera più indipendente, la scrittura mi sembra una possibilità, ma a volte penso che, per quanto io non la ami, è necessario per me avere una routine imposta altrimenti non riesco a essere costante.
È un problema che ho da sempre: alle superiori odiamo il dover fare i compiti a casa, la consideravo una tortura. Alla fine ho optato per un diploma alla scuola agraria dove i compiti a casa i professori non si azzardavano neanche a nominarli. La maggior parte dei ragazzi quando rientrata da scuola andava a lavorare nelle aziende di famiglia, di tempo per fare i compiti semplicemente non ce n’era. Preparazione un po’ alla carlona probabilmente, ma d’altronde a me interessava un diploma utile per iscrivermi all’università. Facoltà di agraria, direte voi. Scienze della comunicazione, rispondo io. Volevo comunicare, volevo un lavoro creativo, volevo poter esprimere quello che avevo dentro. Che alla fine è ciò che voglio fare ancora. Voglio creare storie e trovare il modo migliore per raccontarle. E voglio vedere i libri con il mio nome sulle vetrine delle librerie, voglio fare il firmacopie, voglio vedere il mio libro pubblicizzato nelle riviste di settore. Voglio scrivere in una bella casa vicino a un corso d’acqua, immersa nella natura ma non troppo lontana dalla città. Voglio esplorare quello che posso riuscire a fare. Alla fine è tutta li, la vita. Esplorazione di sé stessi, di quello che ci piace, della nostra crescita interiore, di ciò che possiamo creare e del confine fino al quale possiamo spingerci per poi cercare di superarlo.

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