domenica 24 maggio 2020

I pensieri di un cane abbandonato.

Il secondo esercizio di scrittura che ho fatto riguardava il campo della tecnica. Toccava un argomento a me molto caro in quanto io sono una grande amante di cani e gatti e mi chiedeva di scrivere una scena in cui un cane veniva abbandonato. 

Forse, tra i testi che ho fatto è stato quello che mi è piaciuto di più fino ad ora.

In aggiunta all'utilità degli esercizi anche il blog aiuta. Scrivere e sapere che (forse) qualcuno leggerà è in fondo lo scopo di ogni scrittore no? È vero che si scrive principalmente per sé stessi, ma d'altronde ognuno di noi ama infinitamente l'idea che i propri scritti possano essere letti e amati da altre persone. Il motivo per il quale esistono gli scrittori è esattamente questo. 

Vi lascio al racconto. 

Scrivi la storia di un cane abbandonato dal suo punto di vista. Ogni parola può essere usata solo una volta, quindi non ci devono essere ripetizioni (ad eccezione di articoli, congiunzioni e preposizioni). 

Luca mi ha legato con il guinzaglio a questo palo sulla strada, accarezzandomi ha detto “Mi dispiace”, poi è salito in macchina ed è andato via. È passato un po’ di tempo, è diventato buio, fa più freddo e sopra di me posso vedere le stelle. A quest’ora sarebbe dovuto tornare a prendermi, avrà sicuramente finito con le sue commissioni importanti dove non poteva portarmi. D'altronde i cani non possono entrare ovunque quindi lui ha pensato giustamente di lasciarmi qui per poi riprendermi quando sarebbe stato libero. Chissà come mai non mi ha lasciato in salotto come fa di solito? Mi accuccio un po’ più stretto con il muso tra le zampe, la brina notturna mi sta bagnando il pelo. Sono preoccupato, e se gli fosse successo qualcosa? Luca era stranamente agitato quando mi ha lasciato, potrebbe aver avuto un incidente. Dovrei cercare di slegarmi e andare a cercarlo o incontrare qualche umano che capisca cosa voglio dire per chiedere aiuto. Gli uomini non sono come noi, non capiscono altra lingua al di fuori di quella dei propri simili e qualche volta non si capiscono neanche tra di loro. Sono una specie strana, però il mio è ok. Ha i suoi difetti ma si è sempre preso cura di me, ho sempre trovato la ciotola del cibo piena e dell’acqua fresca e pulita, insomma assolutamente accettabile come padrone.  Guardo la carreggiata, è notte e non ci sono luci all'orizzonte. Non so dove sono, non avevamo mai fatto questo percorso e con il naso fuori dal finestrino non riuscivo a riconoscere nessun odore familiare. Luca, è tutto ok? Spero proprio di si… Annuso un po’ l’aria e niente, ancora nessun profumo che io conosca. Inizio a mordere il laccio che mi tiene incatenato a questo pezzo di ferro conficcato per terra, se mi slego posso tentare di trovarlo. Sto mordendo ormai già da un po’, Luca mi ha sempre comprato prodotti di ottima qualità quindi la stoffa della cordicella è abbastanza spessa. Sento un rumore di motore in lontananza, alzo lo sguardo e vedo dei fari. Mi sembra di distinguere un suono conosciuto. Man mano che si avvicina riconosco anche gli odori. Si ferma ma resta accesa ascolto il rumore dello sportello. Mi alzo in piedi. Luca mi stringe forte a sé “Perdonami, non so cosa mi sia venuto in mente. Mi vuoi ancora bene Cody?”. Lo esamino attentamente in faccia per un attimo e poi inizio a leccargli il viso. Sul sedile mi aspetta una coperta calda e un bastoncino di carne secca. Luca si mette al volante. Torniamo a casa. 

Questo testo contiene 431 parole in 27 righe

Vi è piaciuto? Fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti e se anche voi state svolgendo gli esercizi di scrittura. 

Per salutarvi allego una foto del mio Cody che è stato salvato da una strada e ora è amato e coccolato più che mai! 




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