mercoledì 20 maggio 2020

Quando scompari nel nulla.

Gli esercizi di scrittura hanno due grossi meriti a mio parere. 

In primo luogo, ti legano a una ciclicità nello scrivere che, soprattutto all'inizio, è difficile possedere. Personalmente sono una persona che va poco d'accordo con la routine, è qualcosa che invece di darmi un senso di sicurezza mi regala una "simpaticissima" sensazione di claustrofobia.

Il pensare di avere degli esercizi da poter fare e, inoltre, di poter scegliere di volta in volta con quale esercizio cimentarmi senza dover seguire un ordine prestabilito mi aiuta moltissimo nel portare a termine l'operazione.

Il secondo aspetto positivo degli esercizi di scrittura è che aiutano tantissimo nella cosiddetta ansia da pagina bianca. Il blocco dello scrittore è un male che sembra segnare tutti, anche i più grandi scrittori contemporanei raccontano di periodi in cui davanti a quel foglio bianco non riescono proprio a tirar fuori una frase decente. Spesso non si inizia neanche a scrivere e si passa il tempo semplicemente a fissare quel candido spazio.

Avere una traccia da seguire toglie gran parte del problema. Certo, non lo elimina del tutto perché può sempre capitare di non saper che scrivere, ma se si stanno facendo gli esercizi basta passare a una traccia che ci ispira di più. 

Come già detto, gli esercizi di scrittura sono stati presi dal sito libroza.com di Carmen Laterza. Il primo in cui mi sono voluta cimentare è il numero dieci che fa parte della categoria Creatività.

Le regole generali per ogni esercizio sono quelle di scrivere un testo tra le 200 e le 500 parole, il limite di righe da impiegare è tra un minimo di 15 e un massimo di 40.

Ecco a voi il risultato. 

Facendo zapping in tv scopri che a Chi l’ha visto? i tuoi parenti ti danno per scomparso e ti stanno cercando…

Mi lancio sulla poltrona con panino e birra in mano. La mia giornata è finalmente finita e trovo che rilassarmi un po’ davanti la tv prima di andare a dormire non possa che farmi bene. Accendo il decoder e piombo su una puntata di “Chi l’ha visto”. Perfetto, penso, quale programma migliore per finire questa giornata già permeata di ansia? Alzo un po’ il volume, mi metto comoda sulla poltrona e azzanno il panino. Cotto, funghi e salse, le uniche cose rimaste nel frigo. Resto con i denti affondati nel pane quando la televisione mi rimanda indietro la mia immagine in una foto segnaletica con la tipica descrizione al seguito. A quanto pare la mia famiglia non sa più dove io sia finita e mi sta cercando. Mi avvicino di più al televisore sporgendomi dalla poltrona. Sembrano tutti così dannatamente preoccupati che non posso fare a meno di scoppiare in una fragorosa risata. - Serena è stata vista per l’ultima volta il 15 gennaio alla stazione dei treni di Torino, mentre saliva su un convoglio internazionale diretto in Francia. Indossava t – shirt grigia, jeans blue, scarpe nere e aveva con sé uno zainetto blu. Chiunque l’avesse vista può contattare la redazione ai nostri numeri in sovrimpressione -. Mi guardo intorno, quasi come se mi aspettassi di essere scoperta da qualcuno, ma ci sono solo io in questa casa alla periferia di Barcellona. Ho lasciato tutto dietro di me e da quel giorno alla stazione non ci avevo più pensato. Solo ora sono ripiombata nella realtà, ora che ho visto i visi della mia famiglia con quelle smorfie di dolore. Chissà se ci credono davvero? Se lo saranno ripetuti talmente tanto da essersi convinti che veramente gli importa qualcosa di me! Lancio una rapida occhiata al telefono appoggiato sul tavolino accanto alla poltrona e per un solo secondo penso che potrei chiamare la trasmissione e dire che sono viva, sto bene e che semplicemente non voglio essere trovata. Potrei. L’idea fugge via dalla mia mente in un lampo, non posso e non voglio dare mie notizie e, cosa ancora più importante, non voglio che mi trovino. Ascolto ancora la trasmissione per capire se hanno un’idea di dove io sia ma sembra di no. Dalla televisione arrivano solo le tipiche frasi “lei non lo avrebbe mai fatto” oppure “chiamaci almeno per dire che stai bene”. Non sanno dove sono e questo mi tranquillizza. Finisco il panino e la birra, spengo il televisore. Anche oggi ho portato a casa la pelle.

Il testo presenta un totale di 418 parole in 27 righe.

Lasciatemi un commento se vi va per farmi sapere cosa ne pensate e se anche voi amate scrivere. Ogni suggerimento è ben accetto.

Al prossimo esercizio di scrittura. 😊


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