giovedì 31 luglio 2025

Una tranquilla mattina al mare

È davvero strano ritrovarmi qui dopo 5 anni!

In questo periodo c'è stata una pandemia durata due anni, l'arrivo del mio attuale lavoro, diversi traslochi, un nuovo gatto e anche un nuovo amore (umano!)

Ho ritrovato questo blog per caso. Non ho mai perso l'amore per la scrittura ma l'ho, ahimè, lasciata da parte per molto, molto tempo. Dopo aver ritrovato il blog ho pensato che sarebbe stato bello anche ritrovare quei racconti che avevo scritto e non avevo mai pubblicato qui sul blog...
e li ho trovati :)
Non male per essere 5 anni che non creo un testo creativo! 



Questo quarto esercizio di scrittura creativa fa parte della sezione "Tecnica" e nel 2020 lo avevo lasciato a metà.

Oggi, 30 luglio 2025, l'ho concluso!

Un esercizio che mi chiede di utilizzare 5 parole obbligatorie dentro un testo non più lungo di 200 parole (circa 15 righe).

Quindi, dopo appena 5 anni, ecco a voi il mio quarto esercizio di scrittura creativa! Sono 187 parole in 13 righe. Mi sono divertita molto a scrivere questo pezzo perché ho visto la scena svolgersi davanti ai miei occhi mentre scrivevo, come se stessi guardando un film.


Scrivi una storia in cui siano inserite tutte queste 5 parole: spiaggia, costume, frustare, sconosciuto, martello.

La spiaggia è deserta. Sono arrivata prestissimo, è normale non ci sia nessuno. Poggio il mio asciugamano sulla sabbia e inizio a spogliarmi. Quest’anno ho un costume bellissimo, un bikini celeste con fiori bianchi acquistato al mercato rionale, esattamente quello che volevo. Il mare è agitato e infrange la riva con un ritmo ipnotico. Guardo in lontananza, sulla linea dell’orizzonte, lasciando che i pensieri mi sfiorino la mente ma senza soffermarsi. Mi avvicino all’acqua e lascio che mi bagni i piedi. L’acqua è gelida e la salsedine mi fa bruciare un taglietto che ho sul terzo dito del piede sinistro, chissà come me lo sono fatta? Entro in acqua lentamente, cerco di mantenere l’equilibrio mentre le onde mi frustano i fianchi. Sono immersa fino al collo quando mi giro verso la riva e lo vedo: uno sconosciuto mi fissa. Ha un lungo cappotto scuro, cappello marrone e occhiali scuri. Resta immobile a scrutarmi dalla riva. “Sono paranoica” penso. D’altronde ha anche gli occhiali, come posso essere sicura che stia guardando me? Poi, d’improvviso, lo noto: ha un martello nella mano destra. E si dirige verso di me.

Alla prossima!

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