Bentrovati a tutti!
Di rientro da una settimana di ferie eccomi con un nuovo esercizio di scrittura.
Questo esercizio fa parte della sezione dedicata alla descrizione e mi chiedeva di descrivere una foto di famiglia. Son sincera, mi sono un po' lasciata andare nello scrivere, forse potrebbe essere l'incipit per un racconto un giorno, però alla fine sono riuscita anche a fare ciò che l'esercizio chiedeva.
Non dovevo superare le 500 parole e sono arrivata a 424 quindi sono felice di essere riuscita a rientrare nei limiti.
Spero vi piaccia
Hai appena traslocato e vai a presentarti dai tuoi nuovi vicini. In salotto osservi una foto di famiglia. Descrivila.
Il campanello della famiglia Morris suona Jingle Bells, lo sento sin fuori dalla porta. Sarebbe carinissimo se non fosse che siamo a luglio, ci sono 37 gradi all'ombra e io sto grondando anche l'acqua del battesimo mentre cerco di non farmi scivolare dalle mani il cesto regalo che ho portato. Mi sono trasferita nel quartiere da 10 giorni circa, i primi 5 sono passati tra lavoro, scatoloni da svuotare e una casa nuova a cui dare un tocco di personalità, nei restati ho fatto visita a ciascuno dei miei vicini con un regalino in mano. Un po' perché mi hanno insegnato che non si va a casa degli altri a mani vuote e un po' per indorare la pillola nel caso in cui Pepe, il mio cagnolino figlio del diavolo, dall'istinto omicida e il sogno di diventare un cantante di fama internazionale, decidesse un giorno di deliziarci con i suoi ululati alle tre del mattino. I traslochi si fanno per diverse ragioni, nel mio caso Pepe è una di queste.
La porta si apre e un vecchietto con gli occhiali e il sorriso simpatico mi accoglie in casa sua.
"Marta, vieni a conoscere la nuova vicina che è passata a salutarci!"
Marta, un metro e avrei tanto voluto crescere ancora, si avvicina a me con la mano già tesa in segno di saluto "Ciao cara, finalmente un po' di gioventù in questo quartiere di mummie raggrinzite!".
Mi siedo sul divano mentre loro vanno in cucina a preparare un thé con i biscotti. La sala è ampia e luminosa, davanti al divano un grazioso tavolino in cristallo, presumo delicatissimo, mi induce a tenere le gambe bien piegate per evitare possibili danni. Alla mia sinistra ammiro un bellissimo caminetto in mattoni sopra il quale sono ben distribuite cornici e bomboniere di cerimonie varie. All'angolo spicca la cornice più grande, in argento, che racchiude la foto di due ragazzi e di una bambina.
I giovani avranno più o meno venticinque anni, la bambina non più di tre. Sono seduti tutti e tre su un dondolo nel patio di una bella casa in legno. Sorrido guardando quella foto, si vede che è datata ma ottimamente conservata. Mi alzo e mi avvicino per ammirare da vicino le decorazioni della cornice. Lì, nell'angolo basso a sinistra della foto, lo vedo. Resto immobile, mi si ferma il respiro mentre il cuore inizia a pompare velocemente, allungo una mano per afferrare la foto e avvicinarla ma il braccio resta a mezz'aria.
"Eravamo giovanissimi in quella foto! Che anno era, cara? Il 51?"

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